Udienza generale maggio 2021L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta nel Cortile di San Damaso del Palazzo Apostolico Vaticano.

Nel discorso in lingua italiana il Papa, continuando il ciclo di catechesi sulla preghiera, ha incentrato la sua riflessione sul tema: “Il combattimento della preghiera” (Lettura: Sal 10,1.12-14).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi nelle diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai fedeli.

L’Udienza Generale si è conclusa con la recita del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Sono contento di riprendere questo incontro faccia a faccia, perché vi dico una cosa: non è bello parlare davanti al niente, a una telecamera. Non è bello. E adesso, dopo tanti mesi, grazie al coraggio di monsignor Sapienza - che ha detto: “No, la facciamo lì” – siamo qui riuniti. E bravo monsignor Sapienza! E trovare la gente, e trovare voi, ognuno con la propria storia, gente che viene da tutte le parti, dall’Italia, dagli Stati Uniti, dalla Colombia, poi quella piccola equipe di calcio di quattro fratellini svizzeri – credo – che sono lì … quattro. Manca la sorellina, speriamo che arriva … E vedere ognuno di voi a me fa piacere, perché siamo tutti fratelli nel Signore e guardarci ci aiuta a pregare l’uno per l’altro. Anche la gente che è lontana ma sempre si fa vicino. L’immancabile sœur Geneviève che viene da Lunapark, gente che lavora: sono tanti e sono qui tutti. Grazie per la vostra presenza e la vostra visita. Portate il messaggio del Papa a tutti. Il messaggio del Papa è che io prego per tutti, e chiedo di pregare per me uniti nella preghiera.

E parlando della preghiera, la preghiera cristiana, come tutta la vita cristiana, non è una “passeggiata”. Nessuno dei grandi oranti che incontriamo nella Bibbia e nella storia della Chiesa ha avuto una preghiera “comoda”. Sì, si può pregare come i pappagalli – bla, bla, bla, bla, bla – ma questa non è preghiera. La preghiera certamente dona una grande pace, ma attraverso un combattimento interiore, a volte duro, che può accompagnare periodi anche lunghi della vita. Pregare non è una cosa facile e per questo noi scappiamo dalla preghiera. Ogni volta che vogliamo farlo, subito ci vengono in mente tante altre attività, che in quel momento appaiono più importanti e più urgenti. Questo succede anche a me: vado a pregare un po’ ... E no, devo fare questo e l’altro … Noi fuggiamo dalla preghiera, non so perché, ma è così. Quasi sempre, dopo aver rimandato la preghiera, ci accorgiamo che quelle cose non erano affatto essenziali, e che magari abbiamo sprecato del tempo. Il Nemico ci inganna così.

Tutti gli uomini e le donne di Dio riferiscono non solamente la gioia della preghiera, ma anche il fastidio e la fatica che essa può procurare: in qualche momento è una dura lotta tenere fede ai tempi e ai modi della preghiera. Qualche santo l’ha portata avanti per anni senza provarne alcun gusto, senza percepirne l’utilità. Il silenzio, la preghiera, la concentrazione sono esercizi difficili, e qualche volta la natura umana si ribella. Preferiremmo stare in qualsiasi altra parte del mondo, ma non lì, su quella panca della chiesa a pregare. Chi vuole pregare deve ricordarsi che la fede non è facile, e qualche volta procede in un’oscurità quasi totale, senza punti di riferimento. Ci sono momenti della vita di fede che sono oscuri e per questo qualche Santo li chiama: “La notte oscura”, perché non si sente nulla. Ma io continuo a pregare.

Il Catechismo elenca una lunga serie di nemici della preghiera, quelli che rendono difficile pregare, che mettono delle difficoltà. (cfr nn. 2726-2728). Qualcuno dubita che essa possa raggiungere veramente l’Onnipotente: ma perché Dio sta in silenzio? Se Dio è Onnipotente, potrebbe dire due parole e finire la storia. Davanti all’inafferrabilità del divino, altri sospettano che la preghiera sia una mera operazione psicologica; qualcosa che magari è utile, ma non vera né necessaria: e si potrebbe addirittura essere praticanti senza essere credenti. E così via, tante spiegazioni.

I nemici peggiori della preghiera sono però dentro di noi. Il Catechismo li chiama così: «Scoraggiamento dinanzi alle nostre aridità, tristezza di non dare tutto al Signore, poiché abbiamo “molti beni”, delusione per non essere esauditi secondo la nostra volontà, ferimento del nostro orgoglio che si ostina sulla nostra indegnità di peccatori, allergia alla gratuità della preghiera» (n. 2728). Si tratta chiaramente di un elenco sommario, che potrebbe essere allungato.

Cosa fare nel tempo della tentazione, quando tutto sembra vacillare? Se perlustriamo la storia della spiritualità, notiamo subito come i maestri dell’anima avessero ben chiara la situazione che abbiamo descritto. Per superarla, ognuno di essi ha offerto qualche contributo: una parola di sapienza, oppure un suggerimento per affrontare i tempi irti di difficoltà. Non si tratta di teorie elaborate a tavolino, no, quanto di consigli nati dall’esperienza, che mostrano l’importanza di resistere e di perseverare nella preghiera.

Sarebbe interessante passare in rassegna almeno alcuni di questi consigli, perché ciascuno merita di essere approfondito. Ad esempio, gli Esercizi spirituali di Sant’Ignazio di Loyola sono un libretto di grande sapienza, che insegna a mettere ordine nella propria vita. Fa capire che la vocazione cristiana è militanza, è decisione di stare sotto la bandiera di Gesù Cristo e non sotto quella del diavolo, cercando di fare il bene anche quando ciò diventa difficile.

Nei tempi di prova è bene ricordarsi che non siamo soli, che qualcuno veglia al nostro fianco e ci protegge. Anche Sant’Antonio abate, il fondatore del monachesimo cristiano, in Egitto, affrontò momenti terribili, in cui la preghiera si trasformava in dura lotta. Il suo biografo Sant’Atanasio, Vescovo di Alessandria, narra che uno degli episodi peggiori capitò al Santo eremita intorno ai trentacinque anni, età di mezzo che per molti comporta una crisi. Antonio fu turbato da quella prova, ma resistette. Quando finalmente tornò il sereno, si rivolse al suo Signore con un tono quasi di rimprovero: «Dov’eri? Perché non sei venuto subito a porre fine alle mie sofferenze?». E Gesù rispose: «Antonio, io ero là. Ma aspettavo di vederti combattere» (Vita di Antonio, 10). Combattere nella preghiera. E tante volte la preghiera è un combattimento. Mi viene alla memoria una cosa che ho vissuto da vicino, quando ero nell’altra diocesi. C’era una coppia che aveva una figlia di nove anni, con una malattia che i medici non sapevano cosa fosse. E alla fine, in ospedale, il medico disse alla mamma: “Signora, chiami suo marito”. E il marito era a lavoro; erano operai, lavoravano tutti i giorni. E disse al padre: “La bambina non passa la notte. È un’infezione, non possiamo fare nulla”. Quell’uomo, forse non andava tutte le domeniche a Messa, ma aveva una fede grande. Uscì piangendo, lasciò la moglie lì con la bambina nell’ospedale, prese il treno e fece i settanta chilometri di distanza verso la Basilica della Madonna di Luján, la Patrona dell’Argentina. E lì - la basilica era già chiusa, erano quasi le dieci di notte, di sera – lui si aggrappò alle grate della Basilica e tutta la notte pregando la Madonna, combattendo per la salute della figlia. Questa non è una fantasia; l’ho visto io! L’ho vissuto io. Combattendo quell’uomo lì. Alla fine, alle sei del mattino, si aprì la chiesa e lui entrò a salutare la Madonna: tutta la notte a “combattere”, e poi tornò a casa. Quando arrivò, cercò la moglie, ma non la trovò e pensò: “Se ne è andata. No, la Madonna non può farmi questo”. Poi la trovò, sorridente che diceva: “Ma non so cosa è successo; i medici dicono che è cambiato così e che adesso è guarita”. Quell’uomo lottando con la preghiera ha avuto la grazia della Madonna. La Madonna lo ha ascoltato. E questo l’ho visto io: la preghiera fa dei miracoli, perché la preghiera va proprio al centro della tenerezza di Dio che ci ama come un padre. E quando non ci fa la grazia, ce ne farà un’altra che poi vedremo con il tempo. Ma sempre occorre il combattimento nella preghiera per chiedere la grazia. Sì, delle volte noi chiediamo una grazia di cui abbiamo bisogno, ma la chiediamo così, senza voglia, senza combattere, ma non si chiedono così le cose serie. La preghiera è un combattimento e il Signore sempre è con noi.

Se in un momento di cecità non riusciamo a scorgere la sua presenza, ci riusciremo in futuro. Capiterà anche a noi di ripetere la stessa frase che disse un giorno il patriarca Giacobbe: «Certo, il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo» (Gen 28,16). Alla fine della nostra vita, volgendo all’indietro lo sguardo, anche noi potremo dire: “Pensavo di essere solo, ma no, non lo ero: Gesù era con me”. Tutti potremo dire questo.

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Chers frères et sœurs,

La prière chrétienne, comme toute la vie chrétienne, est un combat intérieur, parfois dur, qui peut durer tout au long de la vie. Prier n’est pas une chose facile. En effet, le silence, la prière, la concentration sont des exercices difficiles et quelquefois, la nature humaine se rebelle. C’est pourquoi celui qui veut prier doit se rappeler que la foi n’est pas facile et qu’elle avance parfois dans une obscurité presque totale, sans points de référence. Les pires ennemis de la prière se trouvent en nous. Pour le Catéchisme, il s’agit du découragement, de la tristesse, de la déception, de notre orgueil et de l’allergie à la gratuité de la prière. Face à ces tentations, alors que tout semble vaciller, les maîtres spirituels ont montré l’importance de résister et de persévérer dans la prière. Les Exercices Spirituels de Saint Ignace de Loyola nous enseignent, par exemple, à mettre de l’ordre dans notre vie et à chercher à faire le bien même quand cela devient difficile. Dans les moments d’épreuve, il est bon de se rappeler que nous ne sommes pas seuls. Jésus est toujours avec nous: même si, dans un moment d’aveuglement, nous ne parvenons pas à voir sa présence, nous y parviendrons à l’avenir. Ainsi, à la fin de notre vie, nous pourrons dire “Je pensais être seul, mais non, je ne l’étais pas: Jésus était avec moi”.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i fedeli di lingua francese.

Fratelli e sorelle, in questo mese dedicato alla Vergine Maria, impariamo da Lei che la preghiera è la migliore arma della vita cristiana. E senza una preghiera perseverante, nessuna vittoria sul male è possibile.

Su di voi e su ciascuna delle vostre famiglie invoco la Benedizione di Dio.

Speaker:

Je salue cordialement les personnes de langue française.

Frères et sœurs, en ce mois consacré à la Vierge Marie, apprenons d’elle que la prière est la meilleure arme de la vie chrétienne. Et que sans une prière persévérante, aucune victoire sur le mal n’est possible.

Sur vous et sur chacune de vos familles, j’invoque la Bénédiction de Dieu.

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters: In our continuing catechesis on Christian prayer, we now consider the traditional theme of “spiritual combat”. The great spiritual masters recognize that prayer is not always easy, for our human nature is frequently distracted or tempted by seemingly more important priorities. The Catechism teaches that prayer, although a free and unmerited gift of God’s grace, can be affected by our human experiences of discouragement, sadness or disappointment (cf. No. 2728). Many of the saints in fact experienced long periods of spiritual dryness and even darkness. They teach us that the only response to these temptations is greater perseverance. Saint Ignatius of Loyola uses military imagery to stress the importance of discipline in our efforts to serve under the banner of Christ. Saint Anthony learned from his harsh spiritual battles in the desert that although God may at times seem absent amid these struggles, he remains always at our side. In our daily efforts to persevere in prayer may we trust that our own spiritual combat, like that of Jacob and the angel (cf. Gen 28:16), will bear fruit in a deeper and more mature relationship with the Lord.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i fedeli di lingua inglese. Mentre ci prepariamo a celebrare l’Ascensione del Signore, invoco su voi e sulle vostre famiglie la pace a la gioia che vengono dal Cristo risorto. Dio vi benedica!

Speaker:

I cordially greet the English-speaking pilgrims and visitors. As we prepare to celebrate the Ascension of the Lord, I invoke upon you and your families the peace and joy that come from the risen Christ. May God bless you!

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, das Gebet erfordert, wie das christliche Leben überhaupt, immer unsere Anstrengung. Alle großen Beter in der Bibel und in der Kirchengeschichte bezeugen sowohl den inneren Frieden, den das Gebet schenkt, zugleich aber auch den geistlichen Kampf, der mit dem Gebet verbunden ist. Beten bedeutet ein inneres Ringen mit sich selbst und ein Kampf gegen die List des Versuchers, der alles daransetzt, uns vom Beten und von der Vereinigung mit Gott abzuhalten (KKK 2725-2728). Einige Heilige haben diesen Kampf jahrelang ausdauernd gekämpft. Sie beteten weiter, auch wenn sie beim Beten nichts empfanden als Trockenheit, auch wenn das Gebet augenscheinlich nichts nützte, auch wenn Gott scheinbar stumm blieb. Es ist lohnend sich mit den wertvollen Erfahrungen und Weisungen der großen geistlichen Gestalten unserer Tradition näher zu beschäftigen. Sie zeigen etwa, wie wichtig es ist, standhaft im Gebet auszuharren, und sie erinnern uns daran, dass wir nie allein sind, dass einer über uns wacht und uns beschützt. Als der heilige Mönchsvater Antonius nach einem langen und harten inneren Kampf endlich wieder seinen Frieden fand, fragte er den Herrn: „Wo warst du? Warum bist du nicht zu Anfang gekommen, um meine Qualen zu beendigen?“. Jesus antwortete ihm: „Antonius, ich war hier, aber ich wartete, um dein Kämpfen zu sehen“ (Vita Antonii, 10).

Santo Padre:

Cari fratelli e sorelle di lingua tedesca, la solennità dell’Ascensione, che si celebra domani, orienta il nostro sguardo verso l’alto, oltre le cose terrene. Allo stesso tempo, ci ricorda la missione che il Signore ci ha affidato qui sulla terra. Lo Spirito Santo ci guidi nella buona battaglia che dobbiamo combattere.

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern deutscher Sprache, das morgige Hochfest Christi Himmelfahrt lenkt unseren Blick nach oben über das Irdische hinaus. Erinnern wir uns aber zugleich auch an die Sendung, die der Herr uns hier auf Erden anvertraut hat. Der Heiligen Geist leite uns an in dem guten Kampf, den wir zu kämpfen haben.

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

Reflexionamos hoy sobre la oración como combate espiritual. Rezar no es sencillo, aunque todo el mundo puede rezar. El silencio, la concentración, la oración son ejercicios no fáciles, y a veces la naturaleza humana se rebela. El Catecismo de la Iglesia Católica enumera algunos de los obstáculos para la oración que podemos encontrar fuera o dentro de nosotros mismos, por ejemplo el desánimo, la tentación del activismo, la decepción, pensar que no somos escuchados, y así podemos enumerar más.

La experiencia de los grandes orantes nos muestra que la oración no es sólo fuente de consolación y alegría, sino también momentos de lucha, de cansancio, de sequedad. Ninguno de estos personajes tuvo una oración “cómoda”, la paz que alcanzaron llegó a través de un combate interior. Y en ese combate se nos pide decidir —como nos enseña san Ignacio de Loyola— si ponernos bajo la bandera de Jesucristo, es decir, si lo seguimos, si lo amamos y servimos sólo a Él, o si nos dejamos vencer por los engaños del Maligno.

Tengamos la certeza de que cuando rezamos nunca estamos solos y de que, en los tiempos de prueba y oscuridad, cuando parece que todo se desmorona y no hay puntos de referencia, el Señor Jesús, aunque no percibamos su presencia, siempre está a nuestro lado, nos reanima con su gracia, nos sostiene, nos guía y nos protege.

Saludo cordialmente a los fieles de lengua española. Pidamos al Señor que, especialmente en los momentos de aridez, duda y tentación, nos conceda la fuerza del Espíritu Santo para orar con humildad, confianza y perseverancia. Que la Virgen Santa nos ayude con su intercesión maternal para que no nos apartemos nunca de Jesús. Que Dios los bendiga. Muchas gracias.

In lingua portoghese

Speaker:

Nenhum dos grandes orantes, que encontramos na Bíblia e na História da Igreja, teve uma oração cômoda. Certamente a oração traz-nos grande paz, mas através de um combate interior, por vezes duro, que se pode arrastar por longos períodos de nossa vida. Rezar não é uma coisa fácil. Quando pensamos fazê-lo, subitamente nos vêm à mente tantas outras atividades que, naquele momento, nos parecem mais importantes e mais urgentes. Em certos períodos, é uma dura luta manter-se fiel aos tempos e aos compromissos da oração. Preferiríamos estar em qualquer outra parte do mundo e não ali, naquele banco da igreja, a rezar. Os piores inimigos da oração encontram-se dentro de nós mesmos, e o Catecismo os descreve assim: «desânimo na aridez; tristeza por não dar tudo ao Senhor, porque temos “muitos bens”; decepção por não sermos atendidos segundo a nossa própria vontade; o nosso orgulho ferido que se endurece perante a nossa indignidade de pecadores; alergia à gratuitidade da oração». Nos tempos de prova faz bem recordar que não estamos sós: Jesus está sempre conosco! Ao final de nossa vida, voltando o nosso olhar para trás, poderemos dizer: “Pensava que estava só, mas não, não estava: Jesus estava comigo”.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i fedeli di lingua portoghese. Domani ricordiamo con grande venerazione la Madonna di Fatima! Mettiamoci con fiducia sotto la Sua protezione materna, specialmente quando troviamo difficoltà nella nostra vita di preghiera. Dio vi benedica!

Speaker:

Saúdo cordialmente os fiéis de língua portuguesa. Amanhã lembramos com grande veneração Nossa Senhora de Fátima. Coloquemo-nos com confiança sob a Sua maternal proteção, especialmente quando encontramos dificuldades na nossa vida de oração. Que Deus vos abençoe!

In lingua araba

Speaker:

تأمَّل قداسةُ البَابَا اليَوم فِي موضوعِ جهاد الصّلاة، قَالَ قَدَاسَتُهُ: الصّلاة المسيحيّة، مثل الحياة المسيحيّة كلّها، ليست "نُزهة". إنّها جهاد. كلّما أردنا القيام بها، يتبادر إلى ذهننا على الفور العديد من الأنشطة الأخرى، والتي تبدو في تلك اللّحظة أكثر أهميّة وأكثر إلحاحًا. ولكن، بعد تأجيل الصّلاة، ندرك أنّ تلك الأشياء لم تكن ضروريّة على الإطلاق، وأنّنا ربّما أضعنا الوقت. هكذا يخدعنا العدو. ماذا تفعل في وقت التّجربة، عندما يبدو أنّ كلّ شيء يتداعى؟ قدّم معلّمو الروح بعض الأفكار لمواجهة الأوقات الصعبة، وما قدّموه لنا ليس نظريّات، بل هي نصائح ولدت من خبرتهم في الحياة، وتُظهر أهميّة المقاومة والمثابرة في الصّلاة. على سبيل المثال، الرياضات الروحيّة للقديس أغناطيوس دي لويولا، هي كتيّب فيه حكمة كبيرة، ويعلّمنا كيف نرتّب حياتنا. يقول فيه أنّ الحياة المسيحيّة جهاد، وهي قرار للوقوف تحت راية يسوع المسيح. وفي أوقات التّجربة، يجب أن نتذكّر أنّنا لسنا وحدنا، وأنّ هناك من يسهر علينا ويحمينا. حتّى القدّيس أنطونيوس الكبير، مؤسّس الحياة الرهبانيّة، واجه التجربة، لكنّه جاهد وعاد إلى صفاء النّفس، واكتشف أنّ يسوع كان معه. يسوع معنا دائمًا: إن لم نقدر أن نراه في لحظة عمًى يصيبنا، سنراه في المستقبل، وسنقول يومًا نحن أيضًا كما قال يعقوب مرّةً في العهد القديم: "حَقَّاً، إِنَّ الرَّبَّ في هذا المَكان، وأَنا لم أَعلَمْ".

Santo Padre:

Saluto i fedeli di lingua araba. Il combattimento della preghiera rafforza in noi la fede e la approfondisce, e ci fa comprendere che Gesù non è lontano da noi, ma è sempre stato con noi, anche se non lo vediamo nei momenti di debolezza, e così potremo dire: “Pensavo di essere solo, invece no, non lo ero: Gesù era con me”. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga ‎sempre da ogni male‎‎‎‏!

Speaker:

أحيّي المُؤمِنِينَ النَاطِقِينَ بِاللُّغَةِ العَرَبِيَّة. الجهاد في الصّلاة يقوّي فينا الإيمان ويعمّقه، ويجعلنا ندرك أنّ يسوع ليس بعيدًا عنّا، بل دائمًا معنا، حتّى لو لم نرهُ في بعض لحظات الضعف، وهكذا يمكننا أن نقول: "اعْتَقَدْتُ أنّني كنتُ وحدي، لكن لا، لم أكن وحدي: كان يسوع معي". ليباركْكُم الرّبُّ جميعًا ولْيَحمِكُم دَائِمًا مِن كُلِّ شَرّ!

In lingua polacca

Speaker:

Drodzy bracia i siostry, modlitwa chrześcijańska jest darem Bożej łaski oraz naszą odpowiedzią, jaką dajemy Bogu. Jest tajemnicą, która przenika naszą świadomość i podświadomość. Nie jest łatwym zadaniem. Nie zawsze podczas modlitwy potrafimy myśleć do końca o Bogu. Pochłania nas tak wiele spraw. Katechizm Kościoła wymienia cały szereg trudności, jakie przychodzi nam niejednokrotnie pokonywać na modlitwie: zniechęcenie z powodu oschłości, smutek, że nie wszystko potrafimy oddać Panu, poczucie niegodności, zwątpienie, bo Bóg ciągle milczy; dochodzi także nasze zmęczenie, niekiedy senność. Mistrzowie duchowości, np. św. Ignacy z Loyoli, czy św. Antoni Opat, twórca monastycyzmu chrześcijańskiego, podkreślają, że naszą modlitwę powinna przenikać pokora, wytrwałość, zaufanie. Jest to nasza rozmowa z Bogiem, który nad nami czuwa, chroni nas, prowadzi. Nie zniechęcajmy się trudnościami, modlitwa jest walką o nasze zjednoczenie z Chrystusem. Chętnie rozmawiajmy z Panem, który doskonale nas zna i zawsze widzi nasze zmagania.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i Polacchi. Domani ricorre la memoria liturgica della Beata Maria Vergine di Fatima e anche il 40°anniversario dell’attentato a San Giovanni Paolo II, qui in Piazza. Egli stesso sottolineava con forza che doveva la vita alla Signora di Fatima. Questo evento ci rende consapevoli che la nostra vita e la storia del mondo sono nelle mani di Dio. Al Cuore Immacolato di Maria affidiamo la Chiesa, noi stessi e tutto il mondo. Chiediamo nella preghiera la pace, la fine della pandemia, lo spirito di penitenza e la nostra conversione. Vi benedico di cuore.

Speaker:

Serdecznie pozdrawiam Polaków. Jutro przypada wspomnienie liturgiczne Matki Bożej Fatimskiej, a także 40. rocznica zamachu na życie św. Jana Pawła II, tu na Placu. On sam podkreślał z głębokim przekonaniem, że swoje ocalenie zawdzięczał Fatimskiej Pani. To wydarzenie uświadamia nam, że nasze życie i dzieje świata są zawsze w ręku Boga. Zawierzmy Niepokalanemu Sercu Maryi Kościół, samych siebie i cały świat. Prośmy w modlitwie o pokój, o ustanie pandemii, i o ducha pokuty i nasze nawrócenie. Z serca wam błogosławię.

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale saluto ai fedeli di lingua italiana. Durante questo mese di maggio, dedicato alla Vergine Santa, invoco la celeste protezione della Madonna su ciascuno di voi e sulle vostre rispettive famiglie.

Il mio pensiero va infine, come di consueto, agli anziani, ai giovani, ai malati e agli sposi novelli.

Ricorrete spesso a Maria, Madre dei credenti! Le varie forme di devozione mariana, e specialmente la recita del Santo Rosario, vi aiuteranno a vivere il vostro cammino di fede e di testimonianza cristiana.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 12 maggio 2021