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Udienza generale letturaL’Udienza Generale di questa mattina ha avuto luogo alle ore 9.30 nella Biblioteca del Palazzo Apostolico Vaticano.

Il Santo Padre ha pronunciato una speciale catechesi in occasione della 50a Giornata Mondiale della Terra (Earth Day), nel 5° anniversario della sua Lettera Enciclica Laudato si’ sulla cura della casa comune (Gen 2,8-9.15).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi nelle diverse lingue, il Papa ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai fedeli.

L’Udienza Generale si è conclusa con la recita del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre


Testo in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Oggi celebriamo la 50ª Giornata Mondiale della Terra. È un’opportunità per rinnovare il nostro impegno ad amare la nostra casa comune e prenderci cura di essa e dei membri più deboli della nostra famiglia. Come la tragica pandemia di coronavirus ci sta dimostrando, soltanto insieme e facendoci carico dei più fragili possiamo vincere le sfide globali. La Lettera Enciclica Laudato si’ ha proprio questo sottotitolo: “sulla cura della casa comune”. Oggi rifletteremo un po’ insieme su questa responsabilità che caratterizza il «nostro passaggio su questa terra» (LS, 160). Dobbiamo crescere nella coscienza della cura della casa comune.

Siamo fatti di materia terrestre, e i frutti della terra sostengono la nostra vita. Ma, come ci ricorda il libro della Genesi, non siamo semplicemente “terrestri”: portiamo in noi anche il soffio vitale che viene da Dio (cfr Gen 2,4-7). Viviamo quindi nella casa comune come un’unica famiglia umana e nella biodiversità con le altre creature di Dio. Come imago Dei, immagine di Dio, siamo chiamati ad avere cura e rispetto per tutte le creature e a nutrire amore e compassione per i nostri fratelli e sorelle, specialmente i più deboli, a imitazione dell’amore di Dio per noi, manifestato nel suo Figlio Gesù, che si è fatto uomo per condividere con noi questa situazione e salvarci.

A causa dell’egoismo siamo venuti meno alla nostra responsabilità di custodi e amministratori della terra. «Basta guardare la realtà con sincerità per vedere che c’è un grande deterioramento della nostra casa comune» (ibid., 61). L’abbiamo inquinata, l’abbiamo depredata, mettendo in pericolo la nostra stessa vita. Per questo, si sono formati vari movimenti internazionali e locali per risvegliare le coscienze. Apprezzo sinceramente queste iniziative, e sarà ancora necessario che i nostri figli scendano in strada per insegnarci ciò che è ovvio, vale a dire che non c’è futuro per noi se distruggiamo l’ambiente che ci sostiene.

Abbiamo mancato nel custodire la terra, nostra casa-giardino, e nel custodire i nostri fratelli. Abbiamo peccato contro la terra, contro il nostro prossimo e, in definitiva, contro il Creatore, il Padre buono che provvede a ciascuno e vuole che viviamo insieme in comunione e prosperità. E come reagisce la terra? C’è un detto spagnolo che è molto chiaro, in questo, e dice così: “Dio perdona sempre; noi uomini perdoniamo alcune volte sì alcune volte no; la terra non perdona mai”. La terra non perdona: se noi abbiamo deteriorato la terra, la risposta sarà molto brutta.

Come possiamo ripristinare un rapporto armonioso con la terra e il resto dell’umanità? Un rapporto armonioso … Tante volte perdiamo la visione della armonia: l’armonia è opera dello Spirito Santo. Anche nella casa comune, nella terra, anche nel nostro rapporto con la gente, con il prossimo, con i più poveri, come possiamo ripristinare questa armonia? Abbiamo bisogno di un modo nuovo di guardare la nostra casa comune. Intendiamoci: essa non è un deposito di risorse da sfruttare. Per noi credenti il mondo naturale è il “Vangelo della Creazione”, che esprime la potenza creatrice di Dio nel plasmare la vita umana e nel far esistere il mondo insieme a quanto contiene per sostenere l’umanità. Il racconto biblico della creazione si conclude così: «Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona» (Gen 1,31). Quando vediamo queste tragedie naturali che sono la risposta della terra al nostro maltrattamento, io penso: “Se io chiedo adesso al Signore cosa ne pensa, non credo che mi dica che è una cosa molto buona”. Siamo stati noi a rovinare l’opera del Signore!

Nel celebrare oggi la Giornata Mondiale della Terra, siamo chiamati a ritrovare il senso del sacro rispetto per la terra, perché essa non è soltanto casa nostra, ma anche casa di Dio. Da ciò scaturisce in noi la consapevolezza di stare su una terra sacra!

Cari fratelli e sorelle, «risvegliamo il senso estetico e contemplativo che Dio ha posto in noi» (Esort. ap. postsin. Querida Amazonia, 56). La profezia della contemplazione è qualcosa che apprendiamo soprattutto dai popoli originari, i quali ci insegnano che non possiamo curare la terra se non l’amiamo e non la rispettiamo. Loro hanno quella saggezza del “buon vivere”, non nel senso di passarsela bene, no: ma del vivere in armonia con la terra. Loro chiamano “il buon vivere” questa armonia.

Nello stesso tempo, abbiamo bisogno di una conversione ecologica che si esprima in azioni concrete. Come famiglia unica e interdipendente, necessitiamo di un piano condiviso per scongiurare le minacce contro la nostra casa comune. «L’interdipendenza ci obbliga a pensare a un solo mondo, ad un progetto comune» (LS, 164). Siamo consapevoli dell’importanza di collaborare come comunità internazionale per la protezione della nostra casa comune. Esorto quanti hanno autorità a guidare il processo che condurrà a due importanti Conferenze internazionali: la COP15 sulla Biodiversità a Kunming (Cina) e la COP26 sui Cambiamenti Climatici a Glasgow (Regno Unito). Questi due incontri sono importantissimi.

Vorrei incoraggiare a organizzare interventi concertati anche a livello nazionale e locale. È bene convergere insieme da ogni condizione sociale e dare vita anche a un movimento popolare “dal basso”. La stessa Giornata Mondiale della Terra, che celebriamo oggi, è nata proprio così. Ciascuno di noi può dare il proprio piccolo contributo: «Non bisogna pensare che questi sforzi non cambieranno il mondo. Tali azioni diffondono un bene nella società che sempre produce frutti al di là di quanto si possa constatare, perché provocano in seno a questa terra un bene che tende sempre a diffondersi, a volte invisibilmente» (LS, 212).

In questo tempo pasquale di rinnovamento, impegniamoci ad amare e apprezzare il magnifico dono della terra, nostra casa comune, e a prenderci cura di tutti i membri della famiglia umana. Come fratelli e sorelle quali siamo, supplichiamo insieme il nostro Padre celeste: “Manda il tuo Spirito e rinnova la faccia della terra” (cfr Sal 104,30).

Traduzione in lingua inglese

Dear Brothers and Sisters, Good Morning!

Today we celebrate the fiftieth Earth Day.  This is an occasion for renewing our commitment to love and care for our common home and for the weaker members of our human family.  As the tragic coronavirus pandemic has taught us, we can overcome global challenges only by showing solidarity with one another and embracing the most vulnerable in our midst.  The Encyclical Letter Laudato Si’ deals precisely with this “Care for our Common Home”.  Today, let us together reflect a little on that responsibility which characterizes “our earthly sojourn” (Laudato Si’, 160).  We must grow in awareness of caring for our common home.

We are fashioned from the earth, and fruit of the earth sustains our life.  But, as the book of Genesis reminds us, we are not simply “earthly”; we also bear within us the breath of life that comes from God (cf. Gen 2:4-7).  Thus we live in this common home as one human family in biodiversity with God’s other creatures. As imago Dei, in God’s image, we are called to have care and respect for all creatures, and to offer love and compassion to our brothers and sisters, especially the most vulnerable among us, in imitation of God’s love for us, manifested in his Son Jesus, who became man in order to share our state with us and save us.

Because of our selfishness we have failed in our responsibility to be guardians and stewards of the earth.  “We need only take a frank look at the facts to see that our common home is falling into serious disrepair” (ibid., 61).  We have polluted it, we have despoiled it, endangering our very lives.  For this reason, various international and local movements have sprung up in order to appeal to our consciences.  I deeply appreciate these initiatives; still it will be necessary for our children to take to the streets to teach us the obvious: we have no future if we destroy the very environment that sustains us.

We have failed to care for the earth, our garden-home; we have failed to care for our brothers and sisters.  We have sinned against the earth, against our neighbours, and ultimately against the Creator, the benevolent Father who provides for everyone, and desires us to live in communion and flourish together.  And how does the earth react?  There is a Spanish saying that is very clear about this.  It goes: “God always forgives; we humans sometimes forgive, and sometimes not; the earth never forgives”.  The earth does not forgive: if we have despoiled the earth, its response will be very ugly.

How can we restore a harmonious relationship with the earth and with the rest of humanity?  A harmonious relationship... We so often lose sight of harmony: harmony is a work of the Holy Spirit.  In our common home too, on the earth, and in our relationships with people, with our neighbour, with the poorest, how can we restore this harmony?  We need a new way of looking at our common home.  For this is not a storehouse of resources for us to exploit.  For us believers, the natural world is the “Gospel of Creation”: it expresses God’s creative power in fashioning human life and bringing the world and all it contains into existence, in order to sustain humanity.  As the biblical account of creation concludes: “God saw all that he had made, and it was very good” (Gen 1:31).  When we see these natural tragedies that are the earth’s response to our mistreatment, I think: “If I ask the Lord now what he thinks about it, I do not believe he is saying it is a very good thing”.  It is we who have ruined the Lord’s work!

In today’s celebration of Earth Day, we are called to renew our sense of sacred respect for the earth, for it is not just our home but also God’s home.  This should make us all the more aware that we stand on holy ground!

Dear brothers and sisters, “let us awaken our God-given aesthetic and contemplative sense” (Post-Synodal Apostolic Exhortation Querida Amazonia, 56).  The prophetic gift of contemplation is something that we can learn especially from indigenous peoples.  They teach us that we cannot heal the earth unless we love and respect it.  They have the wisdom of “living well”, not in the sense of having a good time, no, but of living in harmony with the earth.  They call this harmony “living well”.

At the same time, we need an ecological conversion that can find expression in concrete actions.  As a single and interdependent family, we require a common plan in order to avert the threats to our common home.  “Interdependence obliges us to think of one world with a common plan” (Laudato Si’, 164).  We are aware of the importance of cooperation as an international community for the protection of our common home.  I urge those in positions of leadership to guide the preparations for two important international Conferences: COP15 on Biodiversity in Kunming, China, and COP26 on Climate Change in Glasgow, United Kingdom.  These two meetings are of great importance.

I would like to support concerted action also on the national and local levels.  It will help if people at all levels of society come together to create a popular movement “from below”.  The Earth Day we are celebrating today was itself born in precisely this way.  We can each contribute in our own small way.  “We need not think that these efforts are going to change the world.  They benefit society, often unbeknown to us, for they call forth a goodness which, albeit unseen, inevitably tends to spread” (Laudato Si’, 212).

In this Easter season of renewal, let us pledge to love and esteem the beautiful gift of the earth, our common home, and to care for all members of our human family.  As brothers and sisters, which we are, let us together implore our heavenly Father: “Send forth your Spirit, O Lord, and renew the face of the earth” (cf. Ps 104:30).

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Frères et sœurs, nous célébrons aujourd’hui la 50ème Journée Mondiale de la Terre, une occasion pour renouveler notre engagement à aimer et protéger notre maison commune. L’homme est tiré de la terre, mais Dieu a mis en lui un souffle vital. Créés à l’image de Dieu, nous sommes appelés à respecter toutes les créatures, à en prendre soin, et, à l’exemple de Jésus, à avoir compassion pour tous nos frères et sœurs, en particulier les plus faibles. Par égoïsme, nous avons manqué à notre responsabilité de gardien et d’administrateur de la création. Nous l’avons polluée et pillée commettant ainsi une faute contre la terre, contre notre prochain, et contre le créateur qui, cependant, pourvoit à chacun et veut que nous vivions ensemble, dans la prospérité. Pour retrouver un rapport harmonieux avec la terre et l’humanité, il nous faut considérer de manière nouvelle notre maison commune: non plus comme une ressource à exploiter. La Bible affirme la bonté du monde naturel créé par Dieu pour soutenir l’humanité. Nous devons opérer une conversion écologique qui s’exprime par des actions concrètes et communes, non seulement au niveau international, mais aussi personnel: chacun de nous peut apporter son indispensable contribution.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i fedeli di lingua francofona.

In questo periodo pasquale di rinascita, impegniamoci ad amare e apprezzare il magnifico dono della terra, la nostra casa comune, e a prenderci cura di tutti i membri della famiglia umana. In questo momento di incertezza, chiedo a Dio di sostenervi nella speranza, nell’amore e nella solidarietà reciproca. Dio vi benedica!

Speaker:

Je salue cordialement les personnes de langue française.

En ce temps pascal de renouvellement, engageons-nous à aimer et apprécier le don magnifique de la terre, notre maison commune, et à prendre soin de tous les membres de la famille humaine. En ce temps d’incertitudes, je demande à Dieu de vous soutenir dans l’espérance, l’amour et la solidarité les uns envers les autres.

Que Dieu vous bénisse!

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters: Today marks the fiftieth anniversary of Earth Day. This is an opportunity for renewing our commitment to caring for our common home. We are called to cherish creation and all life within it, for the natural world is the “Gospel of Creation”, not a set of resources for us to exploit. To overcome our selfishness and rediscover a sacred respect for the earth, we need a new way of seeing – an ecological conversion – for the earth is also God’s home and we stand on holy ground. We can only be authentic custodians of the earth, and overcome the challenges before us – such as the coronavirus pandemic – by acting in solidarity with one another. As the Encyclical Letter Laudato Si’ reminds us, we are one interdependent human family and so need a common response to the threats we face (cf. 164). In this Easter season of renewal, as we strive to love more deeply our common home and all our brothers and sisters, especially those most in need, let us implore our Heavenly Father: “Send forth your Spirit, O Lord, and renew the face of the earth” (cf. Ps 104:30).

Santo Padre:

Saluto i fedeli di lingua inglese collegati attraverso i mezzi di comunicazione sociale. Nella gioia del Cristo Risorto, invoco su di voi e sulle vostre famiglie l’amore misericordioso di Dio nostro Padre. Il Signore vi benedica!

Speaker:

I greet the English-speaking faithful joining us through the media. In the joy of the Risen Christ, I invoke upon you and your families the loving mercy of God our Father. May the Lord bless you!

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern,

heute feiern wir weltweit zum fünfzigsten Mal den Tag der Erde. Wir richten die Aufmerksamkeit auf unseren Planeten, der nicht nur die materiellen Mittel für unseren Lebensbedarf bereitstellt, sondern vielmehr unser gemeinsames Haus ist, für das wir Sorge zu tragen haben und verantwortlich sind. Der Schöpfer formte uns Menschen aus dem Staub der Erde und blies uns zugleich seinen Lebensatem ein (vgl. Gen 2, 4-7). Mit diesen zwei Dimensionen – unser irdisches Sein und das Abbild Gottes in uns – haben wir einen besonderen Auftrag für die Schöpfung. Wir sind berufen, zum Wachstum und zur Erneuerung der Erde beizutragen. Leider sind wir unserer Berufung als Hüter des Gartens der Erde nicht gerecht geworden. Wir haben gegen die Erde, gegen den Nächsten und gegen den Schöpfer gesündigt. Wir müssen wieder die ursprüngliche Eintracht suchen, die Gemeinschaft und Solidarität unter den Menschen als Bewohner der Erde fördern und schließlich auch den Sinn für eine gewisse „Heiligkeit“ der Natur schärfen, das heißt die Schöpfung als ein Haus Gottes sehen. Jeder von uns kann einen eigenen kleinen Beitrag dazu leisten, der über das Feststellbare hinaus immer Früchte trägt, und im Schoß dieser Erde etwas Gutes verursacht, das dazu neigt, sich zuweilen auch unsichtbar auszubreiten (vgl. Enz. Laudato si’ 212).

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale saluto ai fratelli e alle sorelle di lingua tedesca. Questa primavera ci invita ad unirci alla lode che la natura, i fiori e gli animali rivolgono al Creatore. Possa il Creato trovare in questo anno un’occasione particolare per rianimarsi e rinvigorire. A tutti voi auguro un buon tempo pasquale.

Speaker:

Einen herzlichen Gruß richte ich an die Brüder und Schwestern deutscher Sprache. Dieser Frühling lädt uns ein, uns mit dem Lob der Natur – der Pflanzen und Tiere – an ihren Schöpfer zu vereinen. Vielleicht findet die Schöpfung in diesem Jahr eine besondere Gelegenheit, wieder zu Atem zu kommen und sich zu erneuern. Euch allen wünsche ich eine segensreiche Osterzeit.

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

Hoy celebramos la 50ª Jornada mundial de la Tierra, y en línea con la Encíclica Laudato si’, deseo reflexionar sobre el compromiso que tenemos de protegerla y que caracteriza nuestro «paso por esta tierra».

No somos sólo materia, sino que llevamos también el “aliento de vida” que procede de Dios, y vivimos en este mundo como una única familia humana, en medio de la biodiversidad de las criaturas del Señor. Creados a imagen y semejanza de Dios, estamos llamados a cuidar y respetar todas sus criaturas, pero con especial amor y compasión a nuestros hermanos, sobre todo a los más débiles, imitando el amor que Dios nos tiene y nos manifiesta en su Hijo Jesús.

Por nuestra culpa, la tierra ha sufrido un gran deterioro, la hemos dañado y la hemos saqueado; no la hemos sabido respetar ni cuidar, ni tampoco a nuestros hermanos y hermanas. Hemos olvidado que somos custodios y administradores, y hemos ofendido al Padre bueno que vela sobre todas sus criaturas. La presente pandemia nos está enseñando que sólo si estamos unidos y haciéndonos cargo los unos de los otros, podremos superar los actuales desafíos globales y cumplir la voluntad de Dios que quiere que todos sus hijos vivan en comunión y prosperidad.

Saludo cordialmente a los fieles de lengua española que siguen esta catequesis a través de los medios de comunicación social. En estos días iluminados por la Resurrección del Señor Jesús, pidámosle que con su Espíritu vivificante renueve todas las cosas, nos conceda encontrar el sentido del santo respeto por la tierra y estar más atentos a las necesidades de todos los hermanos. Que Dios los bendiga.

In lingua portoghese

Speaker:

Hoje comemora-se o 50º Dia Mundial da Terra. Trata-se de uma oportunidade para renovar o compromisso de cuidar da nossa casa comum e dos membros mais frágeis da família humana. À luz da fé revelada na criação, somos convidados a estabelecer uma relação harmoniosa com a terra, lembrando-nos de que, além de ser nossa casa, é também casa de Deus. Isso significa adquirir uma visão contemplativa que reconheça a sacralidade da criação. Também é preciso uma conversão ecológica começando por reconhecer que não fomos fiéis à nossa vocação de administradores e guardiães da terra, tendo-a poluído, depredado, considerando-a simplesmente como um depósito de recursos a serem usufruídos, constituindo um verdadeiro pecado contra o Criador. Depois, impulsionados também pela atual pandemia que nos mostra que somente unidos poderemos enfrentar os desafios globais, é necessário promover iniciativas tanto a nível internacional como local que lembrem que cada pessoa pode dar a sua contribuição no esforço de amar e saber reconhecer o magnífico dom da terra.

Santo Padre:

Saluto di cuore i fedeli di lingua portoghese, augurando che questo tempo di Pasqua, nel quale si ricorda che la Risurrezione di Cristo è l’inizio della nuova Creazione, vi spinga a impegnarvi ancor di più nella cura della casa comune. Siate animati dalla certezza che, come ci insegna san Paolo, «la creazione aspetta con impazienza la manifestazione dei figli di Dio» (Rm 8, 19). Dio vi benedica!

Speaker:

Saúdo de coração os fiéis de língua portuguesa, fazendo votos de que este tempo de Páscoa, que lembra que a Ressurreição de Cristo é o início da nova Criação, vos impulsione a comprometer-vos ainda mais no cuidado com a casa comum, certos, como nos ensina São Paulo, que “a criação espera com impaciência a manifestação dos filhos de Deus” (Rm 8, 19). Deus vos abençoe.

In lingua araba

Speaker:

نحتفلُ اليومَ باليومِ العالمي الخمسين للأرض. أَوضحَ قداستُه بأنّها فرصةٌ لنا لتجديدِ التزامنا بحبِ بيتِنا المشتركِ والعنايةِ بهِ وبأضعفِ أفرادِ عائلتِنا. وكما تُظهرُ لنا جائحةُ فايروس كورونا، فإنه لا يمكنُنُا التغلبَ على التحدياتِ العالميةِ إلّا معًا وإنْ تحملنَا مسؤولياتِنا تُجاهَ الأكثرِ ضَعفًا. وأكدّ قداستُه أننا بكونِنا على صورةِ الله، فنحن مدعوونَ لرعايةِ واحترامِ جميعِ المخلوقاتِ وتقديمِ الحبِ والرحمةِ لإخوتِنا وأخواتِنا، وخاصةً الأكثرِ ضعفًا، مقتدينَ بمحبةِ الله لنا ولهم، التي تجلَّت في ابنِه يسوع. لكن بسببِ الأنانية، فشلنا في مسؤوليتِنا كحراسٍ وكمسؤولينَ عن إدارةِ الأرض. أخطأنا في حقِ الأرض، وفي حقِ قريبنا، وفي نهايةِ المطاف، في حقِ الخالق. لذلك يدعونا قداسةُ البابا إلى إعادةِ اكتشافِ معنى الاحترامِ المقدسِ للأرض، لأنّها ليست فقط بيتَنا، بل بيتُ الله أيضًا، ومن ثم ليست فقط أرضًا بل أرضٌ مقدسةٌ لأنّها وما عليها مُلكٌ للخالق. وفي الوقتِ نفسِه، يدعونا إلى "توبةٍ بيئيةٍ" أي إلى تحوُّلٍ في تعاملِنا مع البيئة، وذلك من خلالِ خطةٍ مشتركةٍ لمجابهةِ المخاطرِ التي تهددُ بيتَنا المشترك.

Speaker:

Saluto i fedeli di lingua araba che seguono questo incontro attraverso i mezzi di comunicazione sociale. Quando Dio creò Adamo ed Eva, diede loro il comandamento di custodire la terra. È il comandamento di Dio per ogni uomo, al fine di costruire la nostra casa comune che oggi è minacciata dall’egoismo umano. Pertanto, ognuno di noi è chiamato a rispettare il creato attraverso la cooperazione e l’amore. Il Signore vi benedica‎‎‎‏!

Speaker:

أُحيِّي المؤمنينَ الناطقينَ باللغةِ العربية، المتابعينَ لهذا اللقاءِ عَبر وسائلِ التواصلِ الاجتماعي. عندما خلقَ اللهُ آدمَ وحواءَ أعطاهُما وصيةَ حراسَةِ الأرض. هي وصيةُ اللهِ لكلِ إنسانٍ من أجلِ بناءِ بيتِنا المشتركِ المهددِ اليومَ بسببِ أنانيةِ الإنسان. لذلك كلُّ واحدٍ منا مدعوٌ أن يحترمَ الخلقَ من خلالِ التعاونِ والمحبة. ليُبارِكْكُم الرّب!

In lingua polacca

Speaker:

Drodzy bracia i siostry,

Dziś obchodzimy 50. Światowy Dzień Ziemi. Stanowi on okazję do odnowienia świadomości, że jesteśmy wezwani, by troszczyć się o nasz wspólny dom, otaczać szacunkiem wszystkie stworzenia, oraz by żywić miłość i współczucie dla naszych braci i sióstr, zwłaszcza tych najsłabszych, na wzór miłości Boga względem nas, objawionej w Jego Synu Jezusie.

Dla nas, wierzących, świat przyrody jest „Ewangelią stworzenia”, wyrażającą stwórczą moc Boga w kształtowaniu ludzkiego życia i w sprawianiu, aby świat istniał wraz z tym, co zawiera, by żywić ludzkość. Biblijna relacja o stworzeniu kończy się stwierdzeniem: „Bóg widział, że wszystko, co uczynił, było bardzo dobre” (Rdz 1, 31).

Dziś jesteśmy wezwani do ponownego odkrycia zmysłu sakralnego szacunku dla ziemi, ponieważ jest ona nie tylko naszym domem, ale także domem Boga. Stąd bierze się w nas świadomość, że stoimy na ziemi świętej! Jednocześnie potrzebujemy nawrócenia ekologicznego, które wyraża się w konkretnych działaniach. Jako jedna, współzależna rodzina, potrzebujemy wspólnego planu, aby zapobiec zagrożeniom dla naszego wspólnego domu. „Współzależność zmusza nas do myślenia o jednym świecie, w ramach wspólnego projektu” (LS, 164).

Santo Padre:

Saluto cordialmente i polacchi. Cari fratelli e sorelle, uniti dall’amore fraterno con tutti gli abitanti della terra, creati a immagine e somiglianza di Dio e chiamati ad avere cura e rispetto per tutte le creature, rinnoviamo il nostro impegno per la salvaguardia della nostra casa comune. Chiediamo al Padre celeste di rinnovare sempre, con la potenza e l’amore dello Spirito Santo, la faccia della nostra terra. Vi benedico di cuore!

Speaker:

Serdecznie pozdrawiam Polaków. Drodzy bracia i siostry, zjednoczeni braterską miłością z wszystkimi mieszkańcami ziemi, stworzonymi na obraz i podobieństwo Boga i wezwanymi do troski i szacunku dla wszystkich stworzeń, odnówmy nasze zaangażowanie na rzecz ochrony naszego wspólnego domu i prośmy Ojca niebieskiego, aby nieustannie odnawiał mocą i miłością Ducha Świętego oblicze naszej ziemi. Z serca wam błogosławię!

 

In lingua italiana

Saluto cordialmente i fedeli di lingua italiana. Il messaggio che scaturisce dall’evento di Cristo risorto sia per tutti un impegno di testimonianza nel segno dell’amore fraterno e solidale.

Saluto infine i giovani, i malati, gli anziani e gli sposi novelli. Carissimi, nella luce della Resurrezione riscoprite la gioia e la bellezza della vita, che è dono di Dio. A tutti, la mia benedizione.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 22 aprile 2020